Rassegna stampa ed. 15 - Gruppo Alpini Arcade

Gruppo di Arcade
Sezione di Treviso
A.N.A. - Associazione Nazionale Alpini
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Rassegna stampa ed. 15

Albo d'Oro del Premio > Tutte le edizioni > Edizione15
ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI
Sezione di Treviso e Gruppo di Arcade

PREMIO LETTERARIO
Parole Attorno al Fuoco
PREMIO NAZIONALE PER UN RACCONTO SUL TEMA

“La Montagna: le sue storie, le sue genti, i suoi soldati, i suoi problemi di ieri e di oggi”

XV EDIZIONE - Arcade, 5 gennaio 2010
RASSEGNA STAMPA


"TREVISO BRILLA PER IL SUO IMPEGNO CULTURALE"

Martedì 5 gennaio 2010, in un pomeriggio uggioso e freddo, nella palestra comunale del paese di Arcade è andato in scena un altro prezioso capitolo della storia della sezione ANA di Treviso: la quindicesima edizione del concorso “Parole attorno al fuoco”. Sono stati consegnati i premi ai vincitori e ai segnalati che hanno partecipato con i loro racconti sul consolidato tema “Genti, soldati e amanti della montagna: storie e problemi di ieri e di oggi”. La cerimonia della premiazione è stata particolarmente solenne per la presenza del presidente nazionale Corrado Perona, che con la moglie, signora Anna, e Ivano Gentili, già vice presidente nazionale vicario, hanno accompagnato uno dei concorrenti segnalati dalla giuria fra i primi dieci assoluti, Aristide Albertazzi, di Quittengo (Biella).
Una notevole cornice di pubblico appassionato ha ulteriormente riscaldato l’atmosfera di questa premiazione: gli spalti della palestra erano pieni come non mai di gente, alpini e cittadini venuti dal paese e da fuori provincia. Sarà stato anche per l’impegno del gruppo di Arcade - in sintonia con l’amministrazione comunale e la parrocchia – che ha acquistato un pulmino per i disabili, grazie ai fondi raccolti con la lotteria pubblica e i guadagni del Pan e vin, il cui covone sarebbe stato bruciato la sera, secondo una antica tradizione.
Dopo l’Inno nazionale cantato da tutti i presenti assieme al coro ANA di Oderzo, che ha poi intonato alcune cante in tre tranches abbinate ai racconti segnalati e vincitori, regalando parecchi brividi e lacrime ai presenti, la presentatrice della serata ha lasciato la parola ai vari rappresentanti istituzionali per i saluti e i discorsi ufficiali: filo conduttore di tutti gli interventi è stato il ringraziamento unanime a quanti hanno partecipato all’organizzazione, agli sponsor, sia istituzioni pubbliche che privati, sia ai 58 partecipanti (tra cui ne evidenziamo due, della Croazia e del Canada) e, naturalmente, anche agli alpini che continuano sulla strada dell’impegno a favore della cultura associata alla solidarietà. Il premio di Arcade stesso ne è piena espressione: ricordiamo che metà dell’assegno dei tre vincitori deve essere destinato, per regolamento, a un Ente o a un Istituto che si occupa di solidarietà e volontariato. In particolare, l’assessore alla cultura della Provincia di Treviso Marzio Favero, ha focalizzato il suo intervento sulla importanza del rito del fuoco e del discorso attorno al falò.
Citando Sartre, Favero ha evidenziato come gli alpini abbiano una loro specifica e sana visione dell’umanità e questo li porta a impegnarsi per tramandare ideali e valori. Essi continuano a coltivare il senso della solidarietà e del sacrificio soprattutto nel contatto con la montagna, filo conduttore dei racconti del concorso, nel rispetto della natura e non nel tentativo, scellerato, di dominarla. Per questo riescono a fare opera di resistenza all’erosione della memoria storica soprattutto in tempi di falsi miti. Dopo altri interventi ha parlato il presidente Perona. Egli ha affermato che la sezione di Treviso, grazie anche alle sue numerose iniziative brilla da molti anni in ambito culturale. Lo dimostra anche questo concorso così bello e interessante, ma anche il “Portello Sile”, centro museale che non ha eguali nell’esperienza alpina delle sezioni italiane.
Perona ha evidenziato che concorsi di questo tipo sono nati in tante altre Sezioni e che, grazie anche allo sprone di chi non è alpino, costituiscono un punto fermo dell’esperienza sezionale e una grande espressione di cultura e di informazione. Ciò comporta anche un collegamento con il credo alpino più profondo: tramite la cultura si raccoglie per poi dare a chi ne ha più bisogno e si fa per gli altri. Il presidente nazionale ha concluso con gli auguri di buon anno e passato la parola al presidente della giuria, il giornalista e scrittore Giovanni Lugaresi, che ha spiegato le motivazioni delle premiazioni e delle segnalazioni, evidenziando, nonostante il numero non eccessivo di racconti giunti, l’eccellente qualità degli stessi, la pressoché unanime scelta della giuria e la grande omogeneità sia di provenienza dei racconti (da tutta Italia e anche dall’estero) sia l’eterogeneità dei partecipanti, dai venti agli ottant’anni.
Quest’anno il vincitore è stato Karim Mangino di Salerno con lo splendido racconto sulla resistenza “Un vuoto nel bosco”; il secondo premio è andato allo scrittore trevigiano Gian Domenico Mazzolato con “Praderadego”, una storia commovente sul mondo degli zattieri del Piave di fine Ottocento e il terzo a Laura Gatti Casati di Voghera (Pavia) con “Alzo gli occhi verso i monti”, sul ritrovamento della vera fede da parte di un parroco roso dal rimorso per una vita perduta. A loro sono andati lo splendido vaso di cristallo inciso della LAMIC di Treviso, la targa, l’assegno e alcune pubblicazioni.
Il “Trofeo cav. Ugo Bettiol” per un racconto su un tema di particolare attualità è andato a Iosetta Mazzari di Vigonza (PD) con “Il ringhio della montagna”; la “Rosa d’argento Manilla Bosi sposa, madre e sorella di alpini”, per un racconto avente come protagonista una donna è stata vinta da Katia Tormen di Trichiana (BL) con “Ricordo che…”. Per loro la targa speciale (e la rosa d’argento per quest’ultimo trofeo) oltre alle pubblicazioni. I segnalati (targa ricordo e pubblicazioni) sono i seguenti: “El Grio non salta più…” di Enrico Brambilla di Almenno S. Bartolomeo (BG), “La cattura” di Laura Vincenzi di Bassano del Grappa (VI), “La convivencia, l’umiltat e la mesura” di Walter Ferrari di Tortona (AL), “Bianca” di Rita Mazzon di Padova, “Itaca” di Paolo Pergolari di Perugia, “La Madonna di Casen” di Aristide Albertazzi di Quittengo (BI), “La scelta di Tone” di Pieraugusto De Pin di Arcade (TV).
Uno scambio finale di doni tra Perona, il presidente sezionale Casagrande e i membri della giuria ha chiuso la premiazione. Un rapido rinfresco ha salutato anche la XV edizione del premio e ha aperto ufficialmente la 43ª edizione del Pan e vin di Arcade: il grande falò, nonostante la pioggia ormai battente, ha attirato numerosissime persone e ha affidato al cielo tutti i buoni auspici per l’anno 2010.
La redazione di Fameja Alpina
Pubblicato sul numero di febbraio 2010 de L'Alpino.
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