Verbale della Giuria ed. 31
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ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI
Sezione di Treviso e Gruppo di Arcade
PREMIO LETTERARIO
Parole Attorno al Fuoco
PREMIO NAZIONALE PER UN RACCONTO SUL TEMA
"La Montagna:le sue genti , dalla storia all’ attualità"XXXI EDIZIONE Arcade, 4 gennaio 2026
VERBALE DELLA GIURIA
Le conclusioni
La trentunesima edizione di Parole attorno al fuoco, premio nazionale per un racconto sul tema La montagna: le sue genti, dalla storia all'attualità, ha registrato quest'anno una lusinghiera partecipazione: 71 opere, che non sono poche in un panorama saggistico che si restringe, pressato da nuovi e diversi modi e strumenti di comunicazione e di narrazione.
Non tutte le opere esaminate sono apparse adeguate, appesantite da monotonia testuale e da esposizione scontata quando non banale.
Ma la gran parte dei racconti ha mostrato originalità tematica e freschezza testuale.
Alcuni sono apparsi coinvolgenti, scritti con partecipata condivisione emotiva.
La trentunesima edizione ha suggerito tre riferimenti intorno alla montagna: chi l'abita e la vive; il passato che ne ha contornato l'epos inteso come genere narrativo; infine la contemporaneità che, al chiarore del sole che illumina prima le cime e poi le valli, cancella le ombre e foschie sovente risultati di una presente umana non cosciente del rispetto che si deve ai luoghi e alle loro storie.
Accanto alla fantasia si è registrato un realismo espositivo che aiuta l'analisi e la comprensione del momento narrato
Suggerimenti che giungono dalla montagna, sfida quotidiana con sé stessi, invito al rispetto verso ciascuno ed ogni cosa.
(S.T.)
Motivazioni dei premi
Il racconto vincitore è L'album di Sirio di Maria Rosaria Fonso, di Rovigo
«La normalità di una vita, racconto di un essere che vive la fragilità della vecchiaia nei disagi creati da una mente segnata dalle tensioni dell'età. Sprazzi di vita, ricordi di speranze, scalfitture dei lutti, lampi di felicità narrati attraverso la figura del protagonista che alla fine insegue un suo rifugio.
Proprio in quello, avito, nella roccia viene poi trovato da chi lo cercava, e sigla la memoria di un'esistenza normale, quella alla fine di ognuno di noi.
Secondo è Nettare bianco di Danila Barel, di Cappella Maggiore (Treviso)
«Intensa e straordinaria narrazione di una realtà esistenziale e lavorativa di una giovane madre, costretta dalle ristrettezze della vita ad una scelta obbligata, quella della balia.
Assenze e presenze, affetti nuovi e antichi, memorie, il doppio di una quotidianità, che alla fine diviene il porto sicuro per realtà sociali diverse, che alla fine colmano vuoti e cancellano solitudini.
Terzo è La culla vuota di Loreta Chenetti di Belluno
«Racconto intimista, marcato da un realismo dalle tinte forti, che rammenta le sventure di esistenze che meriterebbero destini altri e diversi.
Scrittura eccellente, quella intorno alla solitudine, destino comune a tanti»