Verbale della Giuria ed. 28 - Gruppo Alpini Arcade


Associazione Nazionale Alpini


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Verbale della Giuria ed. 28

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ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI
Sezione di Treviso e Gruppo di Arcade

PREMIO LETTERARIO
Parole Attorno al Fuoco
PREMIO NAZIONALE PER UN RACCONTO SUL TEMA

“La Montagna:  le sue genti, le storie di ieri e di oggi”

XXVIII EDIZIONE Arcade, 5 gennaio 2023
VERBALE DELLA GIURIA

E’ una edizione che parla soprattutto al femminile, questa XXVIII del Premio Parole attorno al fuoco. Nel senso che sono autrici la vincitrice, la seconda e la terza classificate, nonché quelle meritevoli dei due premi speciali.
 
Una edizione, poi, che, sull’andamento di quella precedente, ha visto un buon numero di concorrenti. 55 i racconti pervenuti, mentre nel 2021 erano stati 54, come sempre, da ogni parte d’Italia e uno dall’Austria, opera di un emigrante.
 
Da notare, numerosi “esordienti”, che vanno ad aggiungersi a quella sorta di “zoccolo duro” di fedeli partecipanti al concorso letterario delle Penne Nere. Ancora una edizione soddisfacente, insomma.
 
I segnalati sono:
 
 
INFINITE LUCI, MISTERIOSE OMBRE
 
di Giovanni Scanavacca - Lendinara (RO)
 
 
CIMA BRENTA
 
di Paolo Borsoni - Ancona
 
 
MUSICA PER GLI SPOSI
 
di Angelo Francesco Paloschi - Mestre Venezia
 
 
SUL CAPPELLO
 
di Maria Rosaria Fonso - Adria (RO)
 
 
SPERANZA IN UN FUTURO
 
di Antonio Sisana - Valdisotto (SO)
 
 
COME UN ALBERO DEGLI ZOCCOLI
 
di Aurora Cantini - Aviatico (BG)
 
 
LA BONIFICA DEL VERSANTE OCCIDENTALE
 
di Michele D’Amore – Milano
 
 
La Giuria conferisce come segue i PREMI SPECIALI:
 
 
Trofeo Cavalier Ugo Bettiol” per un racconto su tema di particolare attualità a:
 
BABAK” di Loreta Chenetti – Belluno
 
 
Dall’orrendo frastuono della guerra in Ucraina (Mariupol) ai silenzi pacificanti delle Dolomiti, la bambina guardava e ascoltava la donna che l’aveva accolta. Un dramma del profugato, sì, dramma, perché non basta aver lasciato gli orrori delle bombe, degli spari, delle paure; anche in una nuova realtà di pace, infatti, camminando sui sentieri delle Dolomiti, il ricordo del recentissimo passato infierisce su ferite ancora aperte. Ma poi, il fischio preannunciante (e la visione) la presenza delle marmotte costituisce elemento rasserenante. Ecco, nella sua lingua, si chiamano “Babak”. Vedere quegli animali, ripetere quella parola, e la bambina torna a sorridere.
 
Una prosa scorrevole accompagna le descrizioni dei paesaggi e degli stati d’animo della piccola profuga, senza ombra di retorica e con una partecipazione d’anima di toccante umanità.
 
 
Rosa d’argento Alpino Carlo Tognarelli” per un racconto avente come protagonista una donna a:
 
IL VIAGGIO “IL VIAG” di Gabriella Pellizzer - Rosà (VI)
 
 
E’ un duplice viaggio, quello della giovane protagonista, tornata nei luoghi montani cari alla famiglia: uno breve del momento, uno più lungo, perché a ritroso nel tempo, sulle tracce dei racconti di una amatissima nonna - a ritroso, fino alla Grande Guerra, con donne impegnate a portare materiali e armi ai soldati al fronte, tra fatica e paure. Nei racconti di nonna Clelia, poi, c’è una mai celata tristezza: la perdita di una catenina d’oro nel cui ciondolo, un cammeo racchiudeva l’unica foto del piccolo figlio Tobia morto per lo scoppio di una granata. Nel suo breve viaggio, raggiunto quasi senza rendersene conto il cimitero, fra erbe spontanee di una tomba, la protagonista ritrova quel monile.
 
E’ un delicato intreccio fra passato e presente, con toni di un (quasi) lento movimento musicale che fa tenerezza, questo racconto, su cui alitano, quasi in simbiosi, storia patria e memoria familiare.
 
 
La Giuria proclama vincitori della ventisettesima edizione del Premio “PAROLE ATTORNO AL FUOCO”:
 
IL PRIMO APPUNTAMENTO di Alice Rossi - Livorno - 3° classificato
 
 
La montagna che ispira amore e timore, la montagna come un modo di vivere e un bambino, Giovanni, che ne viene attratto al punto da uscire con una scusa dall’aula scolastica, varcare la porta d’ingresso e via, per l’avventura verso là dove veniva attratto. Su per sentieri inesplorati, nella meraviglia di quel paesaggio che aveva volti, colori, e che gli parlava. Nel sole alto di primavera, la camminata era diventata corsa, e gioia immensa, immerso in una realtà sempre desiderata: vedere la montagna da vicino, toccarne, addirittura, la cima! La fine dell’avventura è nell’incontro con due vecchi escursionisti che riportano Giovanni a casa, da una mamma per nulla inquieta, pronta ad ascoltare l’entusiasmo del bambino e saggia nella conclusione delle cose da fare prima di progettare un avvenire al momento sognato: “crescere”.
 
Scrittura vivace, scoppiettante a volte, come l’entusiasmo del protagonista e gli aspetti variegati e sgargianti della natura.
 
 
LIBERAZIONE di Katia Tormen - Borgo Valbelluna (BL) - 2° classificato
 
Perché intestardirsi e non voler cedere la vecchia casa a chi vorrebbe realizzare in quell’area un hotel, con beneficio di tutti: le casse del Comune, i giovani e lui stesso, Bruno, solitario abitante di quel pezzetto di montagna? Il sindaco aveva fatto cilecca e ci aveva provato pure il parroco, che però alla fine, dopo avere ascoltato un racconto di guerra, di dolore, di rispetto della memoria, gli darà ragione, comprendendo quel che era accaduto quando Bruno, bambino, era stato testimone di un eccidio di partigiani. Lui si era salvato, era tornato in paese, da lì non si era più mosso. E lì sarebbe restato, ultimo a conservare e difendere la memoria di quei Caduti, lui e quei muri, testimoni “di un passato che non doveva e non poteva essere cancellato”.
 
Il racconto procede fluido, con dialoghi serrati e movimenti rapidi nella descrizione di azioni pratiche, ambientazioni aderenti alla realtà, alieno da qualsiasi forma di retorica.
 
 
PRIMA O POI di Anna Rossetto - Preganziol (TV) - 1° classificato
 
 
E’ la montagna che parla, in questo racconto (“ecologico”, si direbbe), una voce che viene dalla cella di un metaforico carcere dove è stata rinchiusa. Con rara finezza, e una levità al limite dell’ironia, ma con un profondo realismo, l’autrice dà voce a quella realtà geografica, geologica, paesaggistica che l’uomo, nel corso dei tempi, ha spesso vilipeso, violentato, deturpato, come non fossero bastati gli elementi atmosferici e i mutamenti climatici a inferire duri colpi.
 
Quella della montagna è una invocazione, che diventa grido implorante, per non ricevere altre offese, altre ferite, anche se a sua giustificazione l’uomo ha sempre avuto un motivo: il progresso che abbisogna di imprese audaci. Ma una cosa è l’audacia, un’altra la temerarietà e la montagna ha subìto più questa che quella.
 
Originale racconto di inventiva fra realismo e momenti magici, tocchi di poesia (una prosa particolarmente elegante), fra Vajont, Vaia, e un cielo stellato… Alla fine, montagna, uomini e cose accomunati da un identico destino: “tutto è stato ed è di passaggio”, anche gli esseri umani… E pare la eco di una pagina del biblico Libro di Qoelet.


Giovanni Lugaresi
presidente della Giuria
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